Trasformare una vecchia Playstation in una EmulationStation

Domanda: cosa differenzia un genitore normale da un genitore maker? Semplice: il primo compra giocattoli ai propri figli, il secondo glieli costruisce!

Dopo aver visto, infatti questo interessante instructable, ho deciso di costruirne subito una per le mie figlie.

Cosa vi serve:

Materiali:

  • una vecchia Playstation 1 di recupero, meglio se non funzionante;
  • una RaspberryPi;
  • una scheda SD (o microSD se avete la nuova Raspberry model B+) da 8GB;
  • un doppio adattatore per joypad PSX -> USB;
  • un connettore RJ45 da impianti elettrici, un plug RJ45 maschio, e un pezzetto di cavo UTP;
  • 1 jack 3,5mm femmina + 1 maschio + pezzetto di cavo schermato, per la prolunga audio;

Attrezzi:

  • cacciaviti, pinze;
  • dremel/trimmer per piccole “limature” alla carcassa;
  • crimpatrice per RJ45;
  • saldatore;

Fase 1 – building dell’hardware:

Prendiamo innanzitutto il corpo del “donatore” e iniziamo a modificarlo:

psx_rpi_photo_01psx_rpi_photo_02 psx_rpi_photo_03 psx_rpi_photo_04

smontiamo, in pratica, il glorioso computer originale e l’unità ottica, lasciando solo l’alimentatore e i connettori originali per i joypad.

Fatto ciò, installiamo il nuovo computer:

psx_rpi_photo_06 psx_rpi_photo_10

Come si può vedere dalla foto, è possibile allineare la RaspberryPi (nel mio caso una “Model B”) in modo che il connettore HDMI vada a trovarsi quasi perfettamente in un foro prima destinato al connettore Serial I/O. In foto si può vedere che ho utilizzato l’altro foro, prima destinato al connettore AV Multi Out, per la porta ethernet RJ45, collegata alla board tramite una piccola prolunga. Il connettore RJ45 è uno di quelli per i normali impianti elettrici. Per l’uscita audio ho utilizzato un connettore di recupero (credo provenisse da una vecchia scheda audio) posizionato praticando un foro, e fissato con un pò di colla.
Nota: ovviamente è possibile mandare l’audio in output sull’uscita HDMI, attraverso una piccola modifica alle impostazioni del sistema. Se avete intenzione di collegare la station ad un monitor con ingresso HDMI, potete anche evitarvi la realizzazione della prolunghetta audio.

Alimentatore
Dopo aver fatto un paio di test, ho appurato che è possibile riutilizzare l’alimentatore originale, ma con una piccola modifica. L’alimentatore infatti fornisce in uscita una tensione stabilizzata di 8V, mentre la RaspberryPi ha bisogno precisamente di un’alimentazione a 5V. Niente di più semplice: è bastato aggiungere un piccolo circuito con un comunissimo regolatore L7805:

psx_rpi_photo_05 psx_rpi_photo_13

Lo schema del circuito è questo:
IC 7805 Schematic and Circuit diagram

 

Adattatore joypads
Mi sono procurato su internet un adattatore Dual PSX -> USB come quello in foto, pagandolo pochi euro. 
g456
Il passo successivo è stato quello di aprire l’adattatore, rimuovere i connettori per i joypad, e collegare le piazzole del circuito ai connettori originali della Playstation:psx_rpi_photo_12

 

Vista finale dell’assemblaggio:
psx_rpi_photo_16 psx_rpi_photo_22

Fase 2 – il software:

Il software utilizzato è l’ottima distribuzione Retropie, scaricabile da qui: http://blog.petrockblock.com/retropie

Si tratta ovviamente di una distribuzione GNU/Linux, basata sulla solita raspbian, preconfigurata per realizzare un perfetto e semplice e comodo sistema di emulazione multipiattaforma.

Installazione:

  • scarichiamo l’ultima versione dell’immagine della distribuzione da qui: http://blog.petrockblock.com/retropie/retropie-downloads/
  • scompattiamo il file, se è un .zip, e procediamo a copiare l’immagine sulla scheda SD/microSD:
    • su una macchina linux, colleghiamo la scheda SD/microSD e identifichiamo il device associato (potete usare il comando “cat /proc/partitions/”, lanciandolo prima e poi dopo aver collegato la scheda. Il nuovo device che compare dopo aver collegato la scheda è quello che ci interessa. Ovviamente ci serve il nome del device, e non quello della partizione: se trovate, ad esempio, /dev/sdb e /dev/sdb1, il nome del device è /dev/sdb, mentre quello della partizione è /dev/sdb1);
    • fatto ciò, da root, diamo il comando “dd if=RetroPieImage_ver2.3.img of=/dev/sdX bs=1M“, sostituendo /dev/sdX con il device che avete individuato prima, e attendiamo che la copia venga eseguita;
    • se il comando precedente vi dà qualche errore, controllate che l’abbiate lanciato da utente root (nel caso potete anche usare sudo) e che la partizione non sia stata montata automaticamente (nel caso vi basta smontarla con “umount /dev/sdX1” o “sudo umount /dev/sdX1”;
    • nel caso non abbiate una macchina linux… beh, mi spiace per voi. Siamo nel 2014, e voglio sperare che non siate talmente pigri e ostinati da usare ancora windows! Se lo siete (e ribadisco… ma chi ve lo fa fare?) potete scaricarvi una qualsiasi distro linux live da mettere su dvd o su pendrive, e fare il boot da quella. Vi consiglio una manjaro: http://manjaro.org/get-manjaro/
  • una volta che avete copiato l’immagine, estraete la SD/microSD dal pc, inseritela nella raspberryPi, e date alimentazione. Dovrebbe avviarsi tutto correttamente. La password per l’utente pi è “raspberry“;

(to be continued…)

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6 thoughts on “Trasformare una vecchia Playstation in una EmulationStation

  1. Ciao, la seconda parte arriverà? 😀
    Il pulsante della Play di accensione, cosi funziona? Perdona la niubbaggine, ma come lo colleghi al rasp, saldando il collegamento direttamente alla scheda?
    Ciao e grazie!

  2. Ciao… si… in realtà la seconda parte è quella più noiosa, in quanto si tratta di configurare tutto il software. RetroPie è una buona distribuzione, ma alla prima installazione non funziona quasi niente (almeno nella versione che avevo testato io). Per me non è stato complicato farla funzionare, ma sono un esperto di sistemi GNU/Linux. Mi rendo però conto di aver dovuto fare delle modifiche un pò incomprensibili per chi di linux non ne sa nulla.
    Spero di avere un pò di tempo il prima possibile, e fare una guida “semplice” e alla portata di tutti.

    Comunque per quanto riguarda il tasto di accensione, la risposta è si: se leggi il paragrafo “Alimentatore”, è tutto molto semplice. Bisogna costruire quel piccolo circuito che ti regola la tensione da 8V in uscita dall’alimentatore originale, a 5V per la Raspberry. Così si ricicla il vecchio alimentatore, e si mantiene la funzionalità del tasto di accensione 🙂

  3. Grazie delle risposte 🙂 ho messo su il RetroPIE 3.0 beta, queste ultime versioni sono leggermente migliori e necessitano di meno interventi per fortuna… E’ la parte “elettrica ed elettronica” in cui sono deficitario, devo partire dalle basi 😀
    Volevo fare la stessa cosa che hai fatto tu… In un SuperNintendo: l’ho giù preso e fresato con il dreamel, adesso volevo collegare il pulsante di accensione ma sono una capra per queste cose… Ahahahahhaha

  4. Beh, per il SuperNintendo il discorso potrebbe essere simile… ma se non ricordo male (non l’ho mai avuto) lì l’alimentatore è esterno. In quel caso, puoi semplicemente mantenere solo il connettore di alimentazione, e collegare un alimentatore a 5V (invece di quello a 10 volt [credo!] del SNES). Ma siccome [credo] tutta l’elettronica di uno SNES sia su una sola scheda, dovresti rimuoverla tutta, e a quel punto mettere anche un interruttore nuovo al posto di quello originale, per il tasto power…

  5. comunque ti consiglio di chiedere aiuto a qualcuno che ne sappia un minimo di elettronica (basta che sappia come usare semplicemente un tester) prima di procedere, in quanto la raspberry è piuttosto delicata, in fatto di alimentazione…

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