Semplici passi per installare ArchLinux senza impazzire…
28 11 2009Come dicevo nel post precedente, ArchLinux è una distribuzione meravigliosa. E come tutte le distribuzioni serie, non ha un installer grafico, e non è fatta per gli utonti bubbunti. Il feeling dell’installazione è molto slackware-like, ma con la differenza che, il sistema base, alla prima installazione è davvero un sistema base: cioè niente X, niente desktop manager, niente di niente. Solo un kernel, e la modalità terminale. Questa in pratica è la filosofia che è alla base di questa distro: installare solo lo stretto necessario, nel modo più modulare possibile. Bellissimo.
Ma superato il primo momento di ammirazione (l’installazione base si fa davvero in 5 minuti, e il nuovo sistema all’avvio non impiega più di 20 secondi), ci si chiede “e ora che faccio?”. Ebbene la risposta è semplice: installiamo quello che ci serve! Io ho deciso di farmi una macchina normalissima, costituita dal sistema base, dal server X e dal KDE. Ecco i passi da compiere:
- procuriamoci la iso di installazione, e installiamo il sistema base. Se avete una buona connessione ad internet vi consiglio la versione netinstall: la iso del cd è di soli 170 mega, e tutti i pacchetti si scaricano da internet, “al volo”;
- installato e configurato il sistema base, installiamo il server X:
-
pacman -S xorg
-
- ora, come ho potuto scoprire con mio sommo gaudio (eurgh…), installare solo X non basta: infatti se provate ad avviare il server grafico, potrete simpaticamente notare che non vi funzioneranno mouse e tastiera. Per evitare di dover brutalmente resettare la macchina, dovete, prima di lanciare X, installare il demone hal:
-
pacman -S hal
- quindi editare il file di configurazione “globale” /etc/rc.conf, e tra i daemons, a fine file, inserite anche “hal”
- avviate il demone: /etc/rc.d/hal start
-
- fatto ciò, avete una macchina che va anche in modalità grafica
. Editate a vostro piacimento la configurazione, in /etc/X11/xorg.conf; - ora, se volete che la vostra macchina “suoni”, dovete installare alsa:
-
pacman -S alsa-lib alsa-utils
- quindi rieditate il file /etc/rc.conf e tra i demoni aggiungete “alsa”. Per avviarlo subito, date il comando “/etc/rc.d/alsa start“
- come al solito, sistemate il livelli di default dell’audio con “alsamixer“, e poi li salvate con “alsactl store“
-
- ora siete pronti ad installare il KDE. Vi consiglio di installare solo l’insieme base. Poi se vi serve altra roba (kdegraphics, kdenetwork), potete sempre installarla in secondo momento:
-
pacman -S kdebase
-
- terminata l’installazione dei pacchetti, potete passare a creare il vostro utente:
-
adduser
-
- fatto? loggatevi nel nuovo utente, ed editate il file ~/.xinitrc in modo che esso avvii il vostro nuovo KDE (dovete decommentare la riga dove c’è “exec startkde“). Salvate, e provate a vedere se tutto funge. Digitando startx, ora si dovrebbe avviare il KDE.
- quando avete testato tutto, e siete soddisfatti del vostro sistema, per fare in modo che esso logghi direttamente in modalità grafica, editate il file /etc/inittab, commentate la riga “id:3:initdefault:” e decommentate invece quella dove c’è “id:5:initdefault:”. Qundi andate a fine file, e assicuratevi che al runlevel 5 venga avviato il KDM (di default viene avviato l’XDM, orribile, e da installare a parte…);
Buon divertimento. Godetevi la vostra nuova ArchLinux.
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Linux
ArchLinux!!!
28 11 2009Finalmente sono riuscito a trovare un pò di tempo per installare una distro SERIA sul mio mediacenter (cioè la macchina linux che tengo collegata al televisore e con la quale vedo i film). Ebbene, sulla povera macchina di cui sopra, c’era installata una VERGOGNOSISSIMA KUBUNTU 9.10… semplicemente una cosa inguardabile, come tutte le ubuntu. L’avevo installata giusto perchè mi serviva velocemente la macchina pronta, e (come sempre) non avevo tempo da perdere in configurazioni (altrimenti ci avrei messo, senza indugio, una Slackware13.0).
Ma il destino ha voluto che all’ultimo LinuxDay, all’Università di Salerno io avessi il banchetto con le PlayOn giusto tra quello dei ragazzi di Slackware Italia e quelli di Arch Linux. Guardacaso la coincidenza. Morale della favola? Ho deciso di approfittare della necessità di riformattare il mediacenter (cosa ci posso fare… ho lo stomaco delicato. Certe cose per casa proprio non riesco a vederle…), per provare questo piccolo gioiello che è Arch Linux (www.archlinux.org). Risultato? Mai vista una distribuzione più performante! La macchina si è scrollata di dosso tutta l’inutile pesantezza di ubuntu, e ha guadagnato 30 secondi netti in fase di boot. Devo dire che fa invidia persino alla Slack!!
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Hobby, Linux
EOS e modulo Picasso2D: sprite zorder e managed paint
23 11 2009Lo sviluppo di EOS continua. Alex ha appena finito di implementare il managed paint secondo zorder degli sprite. Nello screenshot, infatti, è possibile vedere nella prima riga cinque sprite ordinati secondo zorder discendente, mentre nella seconda riga altri cinque ordinati secondo zorder ascendente.
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : EOS Scripting Environment, Lavoro, Linux
Debrick di un router D-Link DI-624+
15 11 2009Dunque… nella mia “scatola del trashware” (hemmm… in realtà metà del mio garage… non ditelo a mia moglie) avevo da lungo tempo un router wireless D-Link DI-624+, del quale ero quasi certo del funzionamento, ma che sinceramente non mi ero mai degnato di mettere al lavoro. Ora… siccome da un paio di giorni (per la verità da 6-7 mesi) mia moglie ha ripreso ad insistere affinchè le attivassi la connettività wifi in casa, per usarla col portatile, io finalmente mi sono deciso a tirar fuori dal “cascione” il buon router di cui sopra, per scoprire, con sommo dispiacere, che il buon proprietario, prima di buttarlo via, aveva pensato bene di personalizzare la password di amministratore… con la conseguenza che io non avrei potuto modificare nemmeno una virgola, nella configurazione.
Il che, per me, equivaleva ad avere un router bricked. (termine con il quale s’intende “oggetto divenuto inutile mattone, o fermacarte”). L’unica possibilità era riflashare il device con un firmware pulito, ma non potendo far nulla dal pannello di amministrazione, dovevo trovare altre strade.
Dopo un lungo googlare, aprire, svitare, smontare, rimontare, diciamo sulle 3-4 ore, durante le quali ho provato a seguire varie strade… Innanzitutto, memore dei bei vecchi tempi in cui caricavo firmware moddati sul mio glorioso D-Link DSL-300T, ho subito pensato di usare CiClaMaB per riflashare il buon firmware via JTAG, ma l’utility di debrick non mi ha riconosciuto il chip della flash, così ho lasciato perdere.
Ancora googlare… finchè non mi sono imbattuto in un forum sul modding di router Linksys… dove parlavano dell’upgrade via TFTP. Mi sono illuminato subito. Nel giro di due minuti avevo il router riflashato e funzionante, con tanto di password resettate.
La procedura è molto semplice:
- scaricate l’ultimo firmware per il dispositivo. Per il 624+ lo potete scaricare da qui: ftp://ftp.dlink.de/di/di-624plus/driver_software/
- aprite una root shell (su, e poi password di root. Se non sapete questo, fate il logoff da linux, e tornate ad usare windows…), e poi spostatevi nella directory dove c’è il file .bin del firmware che intendete flashare;
- per comodità, rinominate il file .bin del firmware in qualcosa di semplice, tipo “firmware.bin”;
- scollegate la vostra macchina dalla LAN (se eravate in LAN) e collegate il cavo di rete esclusivamente al router;
- impostate l’indirizzo di rete della vostra macchina nello stesso segmento di rete del router (il mio era stato settato sull’assurdo indirizzo 192.168.254.254);
- spegnete il router;
- aprite una sessione TFTP verso l’indirizzo del router, inserendo i seguenti comandi:
bash# tftp 192.168.254.254 tftp> binary tftp> rexmt 1 tftp> timeout 60 tftp> trace
dopodichè scrivete, ma senza battere subito invio la riga seguente:
tftp> put firmware.bin
fatto ciò, battete invio e contemporaneamente accendete il router. Il client TFTP proverà a connettersi ed inviare il file del firmware. Dopo che avrà uploadato l’immagine, il router si riavvierà automaticamente due o tre volte, dopo le quali sarà perfettamente operativo (sperando che non abbia danni hardware!
), e potrete accedere al pannello di amministrazione aprendo l’indirizzo di default http://192.168.0.1, e loggandovi come utente admin, con password vuota.
Buona wifi-lan a tutti
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Hobby, Linux
la fine del mondo è vicina…
17 10 2009…IO che programmo in basic!!!! Stento ancora a crederci :O
ebbene si… dovevo realizzare una piccola applicazione (in pratica un semplicissimo wizard), per automatizzare il processo di creazione di un’applicazione EOS (cioè creare un paio di directory e copiarci semplicemente alcuni files di default). E allora ho deciso finalmente di provare Gambas. Gambas (acronimo di Gambas Almost Means BASic), è praticamente un ambiente moooolto simile a (cough… coff…) Visual Basic di micro(urgh… cough…)soft, ma l’autore ci tiene a precisare che esso NON è un clone di VB. E infatti è meglio!
GIRA SOTTO LINUX, è opensource e rilasciato sotto licenza GPL, è un progetto completissimo e molto stabile, ci potete scrivere di tutto, ed è attivo da una decina d’anni. Che cosa volete di più?
With Gambas, you can quickly design your program GUI with QT or GTK+, access MySQL, PostgreSQL, Firebird, ODBC and SQLite databases, pilot KDE applications with DCOP, translate your program into any language, create network applications easily, make 3D OpenGL applications, make CGI web applications, and so on…
Personalmente, ho sempre meno tempo a disposizione… e avere un ambiente che mi permetta di sviluppare semplici applicazioni, perlopiù nell’ambito dell’automazione di processi, con due click e quattro righe di codice… semplicemente non ha prezzo. Per tutto il resto, c’è il buon vecchio C++.
Grazie, Gambas. in futuro ci incontreremo molto più spesso
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Hobby, Lavoro, Linux, Passioni
Glitter sub-surfaces e freeimage!
12 09 2009Abbiamo implementato anche il supporto alle sub-surfaces: ovvero, ora è possibile connettere una sorgente dati ad una surface video Glitter, una seconda sorgente dati ad una seconda surface, e poi decidere che quest’ultima venga disegnata dentro la prima, come in un picture-in-picture:
(Lo screenshot non rende giustizia, ma quella in basso a dx è una subsurface in cui il modulo Ogre sta renderizzando una scena 3D in tempo reale. Inoltre tale surface viene anche spostata liberamente sui due assi all’interno della surface parent)
Inoltre abbiamo anche integrato il caricamento di ogni tipo di immagine grazie all’uso della libreria FreeImage. (Infatti nella surface di fondo è stata caricata un’immagine via freeimage)
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : EOS Scripting Environment, Lavoro, Linux
…e abbiamo anche il supporto a Flash!
19 08 2009…venghino siore e siori! Ho appena integrato il supporto ai contenuti SWF grazie alla libreria opensource SwfDec (pronunciato “Swiff Deck”)!!! Ovviamente è tutto una beta, manca l’output dell’audio e la gestione dell’input, ma FUNZIONA! XD
Quello che si vede è un filmato introduttivo in SWF di un nostro vecchio, carinissimo gioco poi abbandonato, “CritterMadness”. Il video, e i modelli, sono opera di Marco Licenziato. Il video è sottosopra perchè nel modulo Glitter manca il flipping delle coordinate UV della texture.
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : EOS Scripting Environment, Lavoro, Linux
OGRE meets Glitter!!!
17 08 2009E ci siamo! EOS comincia a prendere vita sul serio! Alex è appena riuscito a fixare il problema relativo alla condivisione del GL context che impediva ad OGRE di disegnare correttamente sul buffer delle surface di Glitter. Nel frattempo io ho fatto il porting del codice relativo al vecchio modulo Ogre per ELF, e così abbiamo la possibilità finalmente di renderizzare scene 3D nell’ambiente virtuale di Glitter…
Godetevi lo screenshot
Commenti : Lascia un commento »
Categorie : EOS Scripting Environment, Lavoro, Linux
Modulo eos.glitter all’opera!
14 08 2009Commenti : Lascia un commento »
Categorie : EOS Scripting Environment, Lavoro, Linux







